Fagioli etnici: Bataw, o Lablab, ripassati al pomodoro
- Ethnic beans: Bataw, or Lablab, sautéed with tomato

Originari dell'Africa ma ormai diffusi soprattutto in Asia e nei tropici, i Bataw, o Lablab a seconda della latitudine, sono una sorta di "legumi", a volte definiti fagioli, a volte piselli, che possono avere diverse sfumature di colore a seconda della cultivar. In Italia ormai sono diffusi (e anche coltivati), e reperibili soprattutto nei negozi etnici di frutta e verdura o anche acquistabili in rete. Viene considerata una pianta medicinale, ed è coltivata anche come pianta ornamentale. Il gusto dei baccelli giovani è paragonabile ai nostri fagioli corallo. Noi li abbiamo trovati deliziosi ripassati in padella con cipolla e pomodoro, ma naturalmente la fantasia si può sbizzarrire. In alcune aree del mondo è una delle colture proteiche di base più importanti, e se ne mangiano anche le foglie più giovani. Trattiamo questo alimento con grande rispetto, perché sfama il genere umano da millenni: da alcuni ritrovamenti archeologici infatti se ne hanno tracce risalenti al 3.500 avanti Cristo nel subcontinente indiano, dove già allora la pianta veniva "coltivata". E i suoi fagioli sono anche ritenuti afrodisiaci
Tempo di cottura: 30 minuti nel totale
Porzioni: 4 o più
Ingredienti: fagioli Bataw, 1 chilo – cipolla, 1, media – pomodorini freschi tipo datterino o casalino, una generosa manciata o più secondo gusti – olio extravergine d'oliva quanto basta – sale qb – peperoncino se piace
Fase 1
Cominciamo col mondare i nostri fagiolini Bataw o Lablab: importante è eliminare con cura ogni traccia del filo che troviamo in entrambi i lati del baccello. Si tratta di un filo più coriaceo rispetto a quello dei fagiolini nostrani
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Rispetto ai comuni fagiolini nostrani il filo dei Bataw o Lablab è più coriaceo, e ne va tolta ogni traccia da entrambi i lati |
Fase 2
.Laviamoli ben bene in acqua fredda, quindi mettiamoli a lessare in acqua bollente leggermente salata, scolandoli poi al dente
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Mettiamoli a cuocere in abbondante acqua bollente leggermente salata |
Fase 3
Affettiamo la cipolla, e tagliamo a metà o in quattro i pomodorini. In una padella capiente, in olio già caldo, facciamo imbiondire la cipolla, quindi aggiungiamo i pomodorini, e dopo averli salati facciamoli appassire a fuoco dolce nel liquido di vegetazione che il sale avrà fatto loro rilasciare
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Facciamo appassire i pomodorini a fuoco dolce con l'acqua di vegetazione che il sale farà loro rilasciare |
Fase 4
Aggiungiamo dunque ai pomodorini un paio di mestolini d'acqua calda. Quindi aggiungiamo anche i fagiolini Bataw. Portiamo a cottura sia i fagiolini che la cipolla ma senza scuocerli, aggiustando di sale, ed aggiungendo eventualmente peperoncino se piace, e poca acqua calda per volta all'occorrenza
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Aggiungiamo anche i fagiolini Bataw. Portiamo a cottura sia i fagiolini che la cipolla ma senza scuocerli, aggiustando di sale, ed aggiungendo eventualmente peperoncino se piace, e poca acqua calda per volta all'occorrenza |
Esecuzione versione light
Dosate semplicemente l'olio
Sostituzioni
– Se preferite, potete sostituire la cipolla con 1-2 spicchi d'aglio tagliati a metà, che potrete togliere prima di impiattare
– In mancanza di pomodorini freschi potete sostituirli con quelli in scatola, o anche con pomodori pelati schiacciati con una forchetta, nelle dosi che più vi piacciono
Curiosità
Le diverse cultivar che ne determinano il colore, nei diversi Paesi in cui da millenni viene coltivato, assumono di volta in volta nomi diversi: Fagiolo Giacinto, Lablab, Bataw, ma anche fagiolo Dolichos, fagiolo/pisello, fagiolo rene egiziano, fagiolo indiano, pisello australiano. E anche: pisello farfalla, fagiolo di Tonga, fagiolo Kikuyu e fagiolo dei campi. Se consideriamo appunto che della "coltivazione" di questa pianta si ha traccia già nel 3.500 avanti Cristo, si può ben immaginare quanti appellativi gli siano stati dati nei corso del tempo.
Della pianta si si consumano foglie giovani, baccelli giovani e semi. Qualcuno ne utilizza anche le radici.
Curiosità: il sito Philippine Medicinal Plants riporta metodi empirici circa l'impiego di parti di questa pianta per morsi di serpente, menorragia, leucorrea e gonorrea, ascessi, infiammazione dell'orecchio e mal di gola, e addirittura i sem,. ovvero i fagioli, sono indicati come afrodisiaci.
Clicca la ricetta…
L'esplorazione di verdure di tradizione extra-europea non è una novità per noi di Cuciniamoinsieme.it. Alimenti che cominciano a far parte della nostra quotidianità, che vediamo e che incontreremo sempre più spesso sui banchi di mercati rionali e supermercati, destinati a fondersi con le nostre tradizioni culinarie. Senza dimenticare le nostre radici, imparare a conoscerli e a cucinarli significa ampliare i nostri orizzonti, scoprendo sapori nuovi che potrebbero anche piacerci… Ne sono un esempio (clicca sui testi in neretto):
– Indian Red spinach (Laal saag), ovvero Spinaci rossi che noi abbiamo cucinato in padella;
– Cavolo-sedano o cavolo-rapa, ovvero Pak Choi aglio, olio e peperoncino;
– Ampalaya, o Karela, o Bitter melon, amaro e salutare come pochi: in sostanza, Melone amaro indiano in padella.