Confettura d’uva fragola
Isabella (or Concord) grape jam

Da un'uva speciale nasce una confettura straordinaria, una chicca da centellinare. Dopo aver sperimentato diversi metodi abbiamo perfezionato quello made in Cuciniamoinsieme.it: il (relativamente) più veloce, più facile, e più efficace per eliminare i semini dagli acini d'uva fragola. Con il nostro metodo inoltre è possibile lasciare a questa confettura quel gioco delle consistenze che altrimenti non avremmo. Questa meraviglia può essere gustata nella prima colazione o a merenda, o aggiunta a preparazioni dolci come ogni altra confettura. Ma sarà fantastica anche come accompagnamento per arrosti di maiale o formaggi non troppo stagionati
Tempo di cottura: all'incirca un paio d'ore totali
Porzioni: 00
Ingredienti: uva fragola – zucchero semolato, il 50% del peso dell'uva mondata e senza semi
Occorrente: un passino a maglie molto strette
Fase 1
Scegliamo uva fresca di raccolta. Dopo aver tolto i chicchi rovinati laviamo con delicatezza i grappoli in acqua abbondante, quindi passiamoli uno ad uno sotto il getto dell'acqua per togliere ogni residuo di terriccio o impurità. Stacchiamo dal raspo un acino per volta, e premendo estraiamo la sferetta che contiene i semi. Raccogliamo le sferette da una parte, e mettiamo le bucce da un'altra tenendole coperte: le useremo in una fase successiva
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Dopo aver ben lavato i grappoli, uno per volta, stacchiamo gli acini, e premiamoli per far fuoriuscire solo la sferetta che ingloba i semini; mettiamo da parte le bucce |
Fase 2
Mettiamo tutte le sferette coi semini, insieme al succo che avranno rilasciato, in una pentola capiente d'acciaio col fondo pesante. Mettiamo sul fornello dove avremo posto uno spargifiamma (eviterà che la confettura attacchi al fondo della pentola). Accendiamo il gas e a fiamma media lasciamo che prenda il bollore. Cominciamo a schiumare, e lasciamo cuocere per un'oretta, o finché la polpa non sarà pressoché sfatta
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Terminata questa operazione mettiamo tutte le sferette (con relativo succo) in una pentola d'acciaio pesante e molto capiente |
Fase 3
Abbassiamo la fiamma, aggiungiamo un po' d'acqua se necessario, e con un attrezzo schiacciapatate o simile cominciamo a schiacciare delicatamente per separare i semini dalla polpa. Cerchiamo di non romperli. Se avremo fatto bene i semini si separeranno dalla poltiglia salendo interi in superficie.
Mettiamo il colino a maglie strettissime su un contenitore capiente e cominciamo a versare la preparazione un paio di mestoli per volta. Mescoliamo, e con l'aiuto di un cucchiamo premiamo con delicatezza evitando di schiacciare i semini. Con un po' di pazienza separeremo questi ultimi dalla poltiglia, che colerà nel contenitore come una purea
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Poniamo il colino su una grande ciotola, versandoci la preparazione cotta un paio di mestoli per volta; con l'aiuto di un cucchiaio mescoliamo senza premere troppo in modo da separare la poltiglia dai semini |
Fase 4
Pesiamo la purea, rimettiamola in pentola e riaccendiamo la fiamma. Pesiamo le bucce ed uniamole alla purea. Facciamo il totale dei due pesi. Aggiungiamo zucchero per il 50% del peso totale (50 grammi di zucchero ogni 100 grammi di preparazione, ovvero purea più bucce). Riportiamo a bollore e facciamo cuocere a fuoco dolce mescolando spesso. Dopo circa mezz'ora cominciamo a fare la prova piattino finché inclinando il piattino la confettura non scivolerà con la consistenza di una gelatina.
Cominciamo a versare nei barattoli già sterilizzati, tappiamo ermeticamente e lasciamo freddare a testa in giù su una superficie che non sia di marmo o fredda. Una volta freddata, potremo etichettare e conservare in luogo possibilmente buio, fresco e asciutto. Conserviamo in frigo il barattolo aperto.
Questa meraviglia può essere gustata nella prima colazione o a merenda, o aggiunta a preparazioni dolci come ogni altra confettura. Ma sarà fantastica anche come accompagnamento per arrosti di maiale o formaggi non troppo stagionati
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Pesiamo le bucce insieme al succo che avranno rilasciato, ed aggiungiamole al passato d'uva fragola. Facciamo il totale dei due pesi. Aggiungiamo poi zucchero per il 50% del peso totale (50 grammi di zucchero ogni 100 grammi di preparazione). Mescoliamo. Cuociamo, quindi frulliamo col minipimer molto sommariamente per lasciare intere circa la metà delle bucce; portiamo a cottura e invasiamo |
Note: il metodo migliore
In apertura dicevamo che abbiamo sperimentato altri metodi per realizzare questa squisitezza. Ovvero per togliere i semini -se non si ha la pazienza, ma soprattutto il tempo, di toglierli dai piccoli acini aprendoli uno ad uno- abbiamo provato ad usare il passaverdure, o il minipimer, prima di passare tutto al colino. ma sono metodi che rompendo i semini rendono poi la confettura terribilmente sabbiosa, oltre a dare più scarto. E non ci sarà colino a maglie strette che potrà ovviare al problema.
Curiosità sull'uva fragola
-Ecco perché abbiamo preservato le bucce: la buccia (così come i semini) contiene polifenoli e flavonoidi che proteggono il cuore e mantengono in buona salute l’apparato cardiovascolare. Contiene inoltre il resveratrolo, una sostanza che rende il sangue fluido e impedisce la formazione di coaguli. Tutto il chicco invece è ricco di vitamine del gruppo A e B, vitamina C, potassio, ferro, fosforo, calcio, manganese e magnesio. Ma come l'uva in generale contiene fruttosio e glucosio, zuccheri direttamente assimilabili e per questo ne viene sconsigliato il consumo da parte di soggetti diabetici e più in generale a tutte le persone che devono mantenere sotto controllo il peso.
L'uva fragola è originaria precisamente della parte orientale degli Stati Uniti, e si dice che fu introdotta in Europa nei primi dell'Ottocento durante la crisi fillosserica che rischiò di far estinguere le preziose viti da vino europee. Sembra però da alcune fonti che ai primi dell'Ottocento fosse già presente nel nostro continente, sconfessando cosi l'ipotesi di varietà anti-fillossera. Questa considerazione è confortata dal fatto che in verità il vitigno soffre, e non poco, la nefasta farfalla (la Viteus vitifoliae, o filossera). Da qui trarrebbe forza anche l'ipotesi che la vede come un incrocio tra i due tipi di vitis europea e americana. Questa vite può trovare anche scopi ornamentali. Infatti si presenta come una bella rampicante dal fogliame folto e coi grappoli di un bel rosso.
Rimedi della nonna: come togliere le macchie di marmellata
Dal web:
-sul cotone, lasciare a bagno in acqua e perborato, quindi procedere col normale lavaggio
-sui delicati, passare con una spugna imbevuta d'acqua e detersivo per i piatti, asciugare con carta da cucina. Ripetere se la macchia persiste. Togliere qualsiasi traccia ulteriore con uno smacchiatore spray